Hevim's Journal
Il periodico della contro-informazione! Quello che gli altri non hanno il coraggio di dirvi!!!

ROSETTI 2 – ROMA 1

Daje Rosetti daje!!
Bravissimo, ci sei riuscito anche questa volta. Il tuo ottimo lavoro lo hai svolto sempre come al solito: puntuale e preciso. Puntuale perché quando vedi la Roma non ti dimentichi mai di quello che hai fatto anche in passato e cerchi sempre di migliorarti. Preciso perché, quasi come un orologio svizzero, la tua precisione nell’aiutare la squadra che gioca contro la Roma è quasi maniacale, direi da professionista serie come lo sei sempre stato. In fin dei conti sei il miglior arbitro italiano da tempo e anche in Europa oramai ti riconoscono un ruolo tra i più importanti. Poi a Milano è come se ti trovassi a casa, perché è lì che sfoderi le migliori prestazioni. Continua così, che in futuro un posto da designatore non te lo toglie nessuno.

  Non vorrete davvero che oggi parli di calcio vero? Ogni tanto mi chiedo perché continuiamo ad appassionarci, spendere soldi e tempo per stare dietro ad uno sport che ha perso di essere tale oramai da tempo. La cosa più brutta è che ieri sera, mentre mi accingevo a vedere la partita della Roma a Milano, avevo già la netta sensazione che l’arbitraggio di Rosetti avrebbe regalato più emozioni dei 22 uomini in campo. Questa è atroce per chi, quando vede una partita di pallone, si aspetta di vedere uno spettacolo e non una recita con un copione quasi sempre uguale. La stessa sensazione l’hanno avuta anche gli stessi giocatori giallorossi e l’hanno ribadito a fine gara ad un imbufalito Ranieri che ha dovuto attendere più di 30 anni di carriera per capire come trattano la Roma dai palazzi del potere. Forse oggi se ne rende bene conto dopo aver vissuto sempre dall’altra parte. Durante la domenica sportiva l’ex arbitro Nicchi, ora presidente di categoria, ha ribadito con un bel “Gli arbitri non sono dei fessi!” al “povero” Daniele Pradè che aveva tentano di denunciare la scandalosa direzione di gara di Rosetti. Carissimo Nicchi, se davvero gli arbitri non sono dei fessi, allora sono in malafede. Troppi, continui e gravi, gli errori che stanno commettendo da anni su tutti i campi di serie A, sempre a favore delle solite squadre di vertice e di potere, per poter pensare che siano solo il frutto di sfortunate coincidenze. Ma in un paese come l’Italia dove tutti, a partire dal Presidente del Consiglio, si possono permettere di ricusare un giudice, considerandolo non super-partes, allora anche noi, poveri sportivi, ci permettiamo di ricusare Rosetti e tutti i suoi colleghi che in questi anni stanno decidendo le sorti dei campionati molto di più dei calciatori stessi. Permetteteci almeno, ogni tanto, di guardare una partita di calcio e non una recita con un copione scritto male.


 Tornando alla Roma c’è poco da dire e scrivere. La sconfitta contro il Milan, oltre che essere immeritata, è anche dannosa per una classifica che stava riprendendo i giusti connotati, dopo il pessimo avvio. La battuta d’arresto a Milano non ci voleva, ma bisogna tornare subito al lavoro per preparare l’impegnativa trasferta londinese contro il Fulham di Europa League, sperando di trovare, almeno in campo internazionale, un arbitro all’altezza della situazione. O quantomeno super-partes.


Lorenzo Ciavoni

Posted by Hevim on lunedì 19 ottobre 2009 at 15.21 Lascia un commento (1)
BRUTTA ROMA, BRUTTO PAREGGIO

Poi dici che non speri nella superlega
. Perché siamo destinati, noi italiani, a vedere un calcio così di basso livello? E non solo sportivo, anche si spettacolo e cornice. Quando si vede una partita in tv dei massimi campionati europei, dalla Spagna alla Germania, passando per la Premier inglese, gli stadi sono sempre pieni, lo spettacolo è sempre gradevole e anche le squadre più “povere” e di città più piccole si comportano sempre a modo, considerando che stiamo pur sempre parlando di un gioco. E Italia invece che succede? Succede che su alcuni campi ti devi augurare di uscire vivo dal campo, perché a partire dai giocatori, passando per gli allenatori e dirigenti, finendo naturalmente con il pubblico, tutta la partita è fondata su minacce e a aggressioni, a volte non solo verbali. In pratica le trasferte sono oramai del tutto sparite e la classe arbitrale, già mediocre di suo, quando si trova di fronte a situazioni del genere, invece di reagire, mostra il suo lato più debole e passivo.

  Così la Roma ieri si trova a giocare sul campo del Catania in una situazione, che già in passato si era vista, ai limiti del paradosso, con i giocatori in campo, di entrambe le squadre, per primi a comportarsi nel peggior modo possibile, dimenticando lo spirito del gioco. Ci è mancato poco che la partita finisse in rissa o peggio con aggressioni non solo verbali, da parte di personaggi che neanche potrebbero stare a bordo campo. E invece è finita con un pareggio, forse troppo per i giallorossi e troppo poco per i siciliani, ma che ben evidenzia una partita brutta e senza una cornice adeguata. La squadra di Ranieri ha forse ripetuto, per mancanza di gioco e voglia, la brutta prova di Basilea, ma stavolta ha raggiunto un pari in extremis grazie ad un regalo dell’arbitro (il calcio d’angolo da dove è scaturito il pareggio era inesistente) e da un Catania che della bella squadra dell’anno scorso ha mantenuto solo i difetti: tanta rabbia repressa e la consapevolezza che la salvezza si potrà guadagnare solo con i punti in casa e non grazie di certo al bel gioco. Da segnalare l’inopportuna scenata finale di Mascara e compagni che non volevano più riprendere il gioco dopo il pareggio di De Rossi, rischiando addirittura di perdere a tavolino. Gli insulti al vice capitano giallorosso, a fine gara, durante l’intervista a bordo campo per le tv, quindi sentiti da tutti, sono lo specchio di una partita e di un calcio che sta toccando rapidamente il fondo. Non ci rimane che sperare quindi nella creazione della famosa superlega, dove questo calcio di serie inferiore (quello italiano in generale) non troverà di certo spazio.


 Per quanto riguarda la Roma la situazione è ancora grave. Invece di fare passi in avanti, ieri si sono visti passi indietro, sia nel gioco che nello spirito. Il pareggio è solo un caso e già da giovedì, nell’impegno casalingo contro il Cska di Sofia per il secondo turno di Europa League, servirà una squadra ben diversa. Sicuramente le tre partite in una settimana si sono fatte sentire, soprattutto sotto il piano fisico, ma di lavoro per Ranieri c’è ne ancora molto, e non solo sotto l’aspetto psicologico.

 

Lorenzo Ciavoni
Posted by Hevim on lunedì 28 settembre 2009 at 16.07 Lascia un commento (0)
IL TUNNEL DELLA ROMA

Non ci siamo. Per niente. Forse anche peggio dell’anno scorso
. Se continua così, invece di pensare ad un posto Champions è il caso che la Roma, con i suoi giocatori strapagati, con il suo tecnico presuntuoso e con la società incompetente, inizino a pensare a come salvarsi. Era proprio dall’anno della l’unica retrocessione giallorossa che la squadra della capitale non partiva in campionato con due sconfitte consecutive. Se ci aggiungiamo anche che in questi 180 minuti la Roma è riuscita a prendere la bellezza di 6 gol, si fa più chiaro il quadro disarmante.

  Oramai non so neanche più a chi dare la colpa. Il detto “il pesce puzza sempre dalla testa” è sempre valido, perché le responsabilità di una dirigenza e soprattutto di Rosella Sensi sono evidenti oramai a tutti. Anche a quelli che continuano a difenderla, non si sa se perché masochisti o più semplicemente perché prezzolati. Comunque non mi sento di dare solo le colpe ad un soggetto. Mi sembrano evidenti le responsabilità di coloro che scendono in campo e di chi in campo li manda. Partiamo dall’allenatore: Spalletti è in confusione. Confusione totale. Lo schieramento scelto ieri, con Perrotta e Cassetti, ha dell’insensato, ai limiti del masochismo. Evidentemente l’ex tecnico dell’Udinese non si sente più sicuro dei suoi schemi e sopratutto non sente più i giocatori coinvolti nella sua idea di gioco. Passiamo quindi ai giocatori: molti sono sopravvalutati, altri sono proprio inadatti alla serie A. Addirittura capitan Totti ieri era impresentabile, con una condizione fisica deprimente e con scelte di gioco (colpi di tacco e tocchi di fino) fuori da ogni contesto sia di gioco che di gara. Della sconfitta con la Juve salvo solo De Rossi e il terzo portiere Julio Sergio che almeno ha dato la sensazione di aver fatto, anche se in passato, il numero uno. La fase difensiva però è quella che preoccupa di più. Cambiano gli interpreti, sia difensori che portieri, cambiano gli avversari, ma il risultato non cambia: la Roma prende sempre gol, oramai è arrivata ad una media sconcertante di 3 gol subiti a gara. Se poi Cassetti si mette anche a commettere errori del genere a centrocampo quando è ultimo uomo, allora siamo proprio alla frutta.


 Sembra la cronaca di una stagione desolante e invece siamo solo alla seconda giornata. Purtroppo tutto questo pessimismo deriva dal tunnel senza uscita che la Roma ha intrapreso già dalla scorsa stagione. Le ultime ore di mercato forse serviranno a mettere qualche piccola toppa, ma il problema più che di uomini sembra sia di testa. La soluzione a tutti questi problemi è solo una: la ristrutturazione completa di tutta la società Roma, a partire dalla proprietà. Purtroppo la mancanza di seri investitori e l’attaccamento alla poltrona che era del povero padre da parte di Rosella hanno creato questo stallo da cui difficilmente si potrà uscire. Se poi Rosella decide di farsi “proteggere” da Letta, e quindi dall’”Amico” Berlusconi, allora la speranza di un cambio e di un futuro roseo per questi colori sarà molto molto duro.


 Lorenzo Ciavoni

Posted by Hevim on lunedì 31 agosto 2009 at 14.56 Lascia un commento (0)
ANNO NUOVO, VECCHIA STORIA


Anno nuovo, vecchi problemi
. Un stagione è passata, una ne è appena ricominciata, ma per la Roma non sembra mai essersi interrotta quella precedente. Lo scorso campionato la squadra di Spalletti è stata tra le peggiori per reti subite e nelle prime partite ufficiali la storia sembra ripetersi. I giallorossi hanno già subito 8 reti in quattro partite ufficiali tra campionato ed Europa league. E’ pur vero che la solita sfortuna non ha permesso mai all’ex tecnico dell’Udinese di schierare la difesa titolare, ma è comunque vero anche che le reti sono arrivate da squadre di basso e medio livello. Anche domenica sera, nella prima di campionato a Marassi contro il Genoa di Gasperini, la difesa giallorosa ne ha combinate di tutti i colori ed è tornata a casa con una sconfitta e tre gol sul groppone. Le attenuanti come dicevo esistono, ad esempio l’assenza di Mexes e Juan e l’esordio del neo acquisto Burdisso, ma di sicuro un compagine di questo livello si deve far trovare più attenta sulle situazioni difensive che si vanno a creare.

 La nota dolente arriva anche dal centrocampo, che se non fa filtro come si deve mette in difficoltà anche tutto il reparto difensivo. Pizarro e De Rossi sono sembrati completamente imballati, soprattutto per il centrale romano che ha sulla coscienza il pareggio del 2-2 per un pallone malamente perso in difesa. Forse le uniche note positive vengono dal fronte offensivo, con Totti che anche in una serata difficile riesce comunque a mettere lo zampino sul risultato, e per Menez che in alcuni tratti della gara è sembrato irresistibile. Taddei a parte la rete dell’1-1 è sembrato ancora un lontano parente del giocatore apprezzato nelle scorse stagioni. Una nota a parte va fatta per l’arbitro. Anche in questo caso la stagione iniziata non sembra tanto diversa da quella passata. Lo scorso anno a Genoa la Roma venne derubata per un clamoroso errore del guardalinee che sbandierò un fuorigioco di Panucci inesistente sul gol del pareggio. Domenica sera il gol vittoria per i rossoblu è stato segnato da Biava, il giocatore che solo 5 minuti prima doveva essere cacciato per un chiarissimo fallo da ultimo uomo che il modesto Morganti ha reputato solo da ammonizione, considerando la “palla troppo alta”. Bah!, misteri della vita e del calcio. Sarebbe il caso che la società si facesse sentire subito, ma possiamo chiedere di parlare ad una società che neanche parla con i proprio giocatori o con lo staff tecnico per chiarire il futuro? Ogni volta che la Presidentessa Sensi rilascia delle dichiarazioni sembra che lo faccia per fare un favore a qualcuno, quando invece nelle situazioni critiche più si fa chiarezza e meno incomprensioni nascono. Purtroppo la società ha preso questa deriva e temo che sarà difficile, fino a quando non ci sarà un cambio al vertice, avere una comunicazione degna di questo nome per la squadra della capitale.

Insomma un brutta partenza che fa venire in mente cattivi presagi. Siamo solo all’inizio ed è ancora troppo presto per disperarsi, ma la luce alla fine del tunnel si allontana sempre un passo in più. Ora non rimane che superare il turno in Europa league contro gli “invincibili” del Kosice, sperando poi di non rimediare un’altra brutta figura contro la Juve domenica prossima. Magari recuperando qualche assenza. Ah dimenticavo….anche questa cosa non è cambiata dalla scorsa stagione: poche partite e i giallorossi già contano 7 infortunati. Solo sfortuna?

 

Lorenzo Ciavoni
Posted by Hevim on martedì 25 agosto 2009 at 14.18 Lascia un commento (0)
ROMA: UNA VITTORIA DI RIGORE

Due rigori e tutti a casa. Segnati poi dal capitano. Dal giocatore che viene considerato finito e pronto solo per scaldare la partite. E invece capitan Totti, oltre a realizzare i due rigori della vittoria, si presenta in campo in uno stato di forma finalmente accettabile, impreziosita anche da un pressing a tutto campo per quasi tutta la gara. La classe di Totti riesce a sopperire anche i tanti infortuni subiti e quando scende in campo, anche se non al 100%, la Roma comunque acquista una carta in più, sia sotto l’aspetto tattico che psicologico. Le cattiverie sentite in questi giorni dai tanti, a partire purtroppo anche da qualche tifoso che si professa giallorosso, non fanno altro che rinforzare un giocatore che alla soglia dei 33 anni ha ancora la voglia di un ragazzino.

 Spalletti si presenta contro il Bologna, dopo la sosta per le nazionali, con alcuni giocatori recuperati, ma ancora con molte assenze, a partire da Vucinic ancora con problemi con la schiena. In campo schiera una difesa senza Juan ma con il recuperato Tonetto. Proprio l’ex blucerchiato si procura il rigore che al 13’ del primo tempo permette a Totti di battere per la prima volta Antonioli. La Roma, dopo il vantaggio, però si spegne ed esce la buona vena del Bologna, soprattutto con Bombardini che mette spesso in difficoltà Motta sulla fascia destra. A forza di spingere il pareggio arriva grazie a Marazzina (altro ex della Roma) che segna di testa su angolo di Volpi. Il primo tempo si spegne  subito senza troppi sussulti, ma con la consapevolezza che la Spalletti dovrà muovere qualche pedina per cercare la vittoria. La ripresa si apre con la sostituzione di Menez (motivi fisici e non tattici) con Baptista e sarà la carta vincente. Infatti il brasiliano, reduce dal gol con la nazionale, entra subito in gara e si conquista il secondo rigore della giornata. Anche stavolta Totti realizza con freddezza e riporta la Roma in vantaggio. Il Bologna però non si dà per vinto e fino alla fine cerca la vittoria, ma Mexes e De rossi chiudono tutti gli spazi permettendo ai giallorossi di tornare alla vittoria dopo 3 pareggi ed una sconfitta.

Insomma una vittoria che permette alla Roma di continuare a sperare in un posto in Champions, anche se Fiorentina e Genoa non perdono un colpo. Ora arriva la settimana del derby: una settimana di passione per una città che purtroppo, sotto l’aspetto calcistico, non può chiedere molto a questa stagione. Così il derby si presenta come una gara che può salvare un anno intero, soprattutto per la Lazio, ma anche per i giallorossi che senza il quarto posto posso considerare la stagione come fallimentare. All’andata decise un gol di Baptista, chissà che al ritorno non sia il turno del capitano giallorosso, così da zittire una volta per tutte le cattiverie sentite di questi tempi….

 

Lorenzo Ciavoni
Posted by Hevim on lunedì 6 aprile 2009 at 11.40 Lascia un commento (3)

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