Journal
Return to the homepage

There are 75 Journal Items in 8 pages and your are on page number 1

ROSETTI 2 – ROMA 1

Daje Rosetti daje!!
Bravissimo, ci sei riuscito anche questa volta. Il tuo ottimo lavoro lo hai svolto sempre come al solito: puntuale e preciso. Puntuale perché quando vedi la Roma non ti dimentichi mai di quello che hai fatto anche in passato e cerchi sempre di migliorarti. Preciso perché, quasi come un orologio svizzero, la tua precisione nell’aiutare la squadra che gioca contro la Roma è quasi maniacale, direi da professionista serie come lo sei sempre stato. In fin dei conti sei il miglior arbitro italiano da tempo e anche in Europa oramai ti riconoscono un ruolo tra i più importanti. Poi a Milano è come se ti trovassi a casa, perché è lì che sfoderi le migliori prestazioni. Continua così, che in futuro un posto da designatore non te lo toglie nessuno.

  Non vorrete davvero che oggi parli di calcio vero? Ogni tanto mi chiedo perché continuiamo ad appassionarci, spendere soldi e tempo per stare dietro ad uno sport che ha perso di essere tale oramai da tempo. La cosa più brutta è che ieri sera, mentre mi accingevo a vedere la partita della Roma a Milano, avevo già la netta sensazione che l’arbitraggio di Rosetti avrebbe regalato più emozioni dei 22 uomini in campo. Questa è atroce per chi, quando vede una partita di pallone, si aspetta di vedere uno spettacolo e non una recita con un copione quasi sempre uguale. La stessa sensazione l’hanno avuta anche gli stessi giocatori giallorossi e l’hanno ribadito a fine gara ad un imbufalito Ranieri che ha dovuto attendere più di 30 anni di carriera per capire come trattano la Roma dai palazzi del potere. Forse oggi se ne rende bene conto dopo aver vissuto sempre dall’altra parte. Durante la domenica sportiva l’ex arbitro Nicchi, ora presidente di categoria, ha ribadito con un bel “Gli arbitri non sono dei fessi!” al “povero” Daniele Pradè che aveva tentano di denunciare la scandalosa direzione di gara di Rosetti. Carissimo Nicchi, se davvero gli arbitri non sono dei fessi, allora sono in malafede. Troppi, continui e gravi, gli errori che stanno commettendo da anni su tutti i campi di serie A, sempre a favore delle solite squadre di vertice e di potere, per poter pensare che siano solo il frutto di sfortunate coincidenze. Ma in un paese come l’Italia dove tutti, a partire dal Presidente del Consiglio, si possono permettere di ricusare un giudice, considerandolo non super-partes, allora anche noi, poveri sportivi, ci permettiamo di ricusare Rosetti e tutti i suoi colleghi che in questi anni stanno decidendo le sorti dei campionati molto di più dei calciatori stessi. Permetteteci almeno, ogni tanto, di guardare una partita di calcio e non una recita con un copione scritto male.


 Tornando alla Roma c’è poco da dire e scrivere. La sconfitta contro il Milan, oltre che essere immeritata, è anche dannosa per una classifica che stava riprendendo i giusti connotati, dopo il pessimo avvio. La battuta d’arresto a Milano non ci voleva, ma bisogna tornare subito al lavoro per preparare l’impegnativa trasferta londinese contro il Fulham di Europa League, sperando di trovare, almeno in campo internazionale, un arbitro all’altezza della situazione. O quantomeno super-partes.


Lorenzo Ciavoni

Posted by Hevim on lunedì 19 ottobre 2009 at 15.21 Comments (1)

BRUTTA ROMA, BRUTTO PAREGGIO

Poi dici che non speri nella superlega
. Perché siamo destinati, noi italiani, a vedere un calcio così di basso livello? E non solo sportivo, anche si spettacolo e cornice. Quando si vede una partita in tv dei massimi campionati europei, dalla Spagna alla Germania, passando per la Premier inglese, gli stadi sono sempre pieni, lo spettacolo è sempre gradevole e anche le squadre più “povere” e di città più piccole si comportano sempre a modo, considerando che stiamo pur sempre parlando di un gioco. E Italia invece che succede? Succede che su alcuni campi ti devi augurare di uscire vivo dal campo, perché a partire dai giocatori, passando per gli allenatori e dirigenti, finendo naturalmente con il pubblico, tutta la partita è fondata su minacce e a aggressioni, a volte non solo verbali. In pratica le trasferte sono oramai del tutto sparite e la classe arbitrale, già mediocre di suo, quando si trova di fronte a situazioni del genere, invece di reagire, mostra il suo lato più debole e passivo.

  Così la Roma ieri si trova a giocare sul campo del Catania in una situazione, che già in passato si era vista, ai limiti del paradosso, con i giocatori in campo, di entrambe le squadre, per primi a comportarsi nel peggior modo possibile, dimenticando lo spirito del gioco. Ci è mancato poco che la partita finisse in rissa o peggio con aggressioni non solo verbali, da parte di personaggi che neanche potrebbero stare a bordo campo. E invece è finita con un pareggio, forse troppo per i giallorossi e troppo poco per i siciliani, ma che ben evidenzia una partita brutta e senza una cornice adeguata. La squadra di Ranieri ha forse ripetuto, per mancanza di gioco e voglia, la brutta prova di Basilea, ma stavolta ha raggiunto un pari in extremis grazie ad un regalo dell’arbitro (il calcio d’angolo da dove è scaturito il pareggio era inesistente) e da un Catania che della bella squadra dell’anno scorso ha mantenuto solo i difetti: tanta rabbia repressa e la consapevolezza che la salvezza si potrà guadagnare solo con i punti in casa e non grazie di certo al bel gioco. Da segnalare l’inopportuna scenata finale di Mascara e compagni che non volevano più riprendere il gioco dopo il pareggio di De Rossi, rischiando addirittura di perdere a tavolino. Gli insulti al vice capitano giallorosso, a fine gara, durante l’intervista a bordo campo per le tv, quindi sentiti da tutti, sono lo specchio di una partita e di un calcio che sta toccando rapidamente il fondo. Non ci rimane che sperare quindi nella creazione della famosa superlega, dove questo calcio di serie inferiore (quello italiano in generale) non troverà di certo spazio.


 Per quanto riguarda la Roma la situazione è ancora grave. Invece di fare passi in avanti, ieri si sono visti passi indietro, sia nel gioco che nello spirito. Il pareggio è solo un caso e già da giovedì, nell’impegno casalingo contro il Cska di Sofia per il secondo turno di Europa League, servirà una squadra ben diversa. Sicuramente le tre partite in una settimana si sono fatte sentire, soprattutto sotto il piano fisico, ma di lavoro per Ranieri c’è ne ancora molto, e non solo sotto l’aspetto psicologico.

 

Lorenzo Ciavoni
Posted by Hevim on lunedì 28 settembre 2009 at 16.07 Comments (0)

IL TUNNEL DELLA ROMA

Non ci siamo. Per niente. Forse anche peggio dell’anno scorso
. Se continua così, invece di pensare ad un posto Champions è il caso che la Roma, con i suoi giocatori strapagati, con il suo tecnico presuntuoso e con la società incompetente, inizino a pensare a come salvarsi. Era proprio dall’anno della l’unica retrocessione giallorossa che la squadra della capitale non partiva in campionato con due sconfitte consecutive. Se ci aggiungiamo anche che in questi 180 minuti la Roma è riuscita a prendere la bellezza di 6 gol, si fa più chiaro il quadro disarmante.

  Oramai non so neanche più a chi dare la colpa. Il detto “il pesce puzza sempre dalla testa” è sempre valido, perché le responsabilità di una dirigenza e soprattutto di Rosella Sensi sono evidenti oramai a tutti. Anche a quelli che continuano a difenderla, non si sa se perché masochisti o più semplicemente perché prezzolati. Comunque non mi sento di dare solo le colpe ad un soggetto. Mi sembrano evidenti le responsabilità di coloro che scendono in campo e di chi in campo li manda. Partiamo dall’allenatore: Spalletti è in confusione. Confusione totale. Lo schieramento scelto ieri, con Perrotta e Cassetti, ha dell’insensato, ai limiti del masochismo. Evidentemente l’ex tecnico dell’Udinese non si sente più sicuro dei suoi schemi e sopratutto non sente più i giocatori coinvolti nella sua idea di gioco. Passiamo quindi ai giocatori: molti sono sopravvalutati, altri sono proprio inadatti alla serie A. Addirittura capitan Totti ieri era impresentabile, con una condizione fisica deprimente e con scelte di gioco (colpi di tacco e tocchi di fino) fuori da ogni contesto sia di gioco che di gara. Della sconfitta con la Juve salvo solo De Rossi e il terzo portiere Julio Sergio che almeno ha dato la sensazione di aver fatto, anche se in passato, il numero uno. La fase difensiva però è quella che preoccupa di più. Cambiano gli interpreti, sia difensori che portieri, cambiano gli avversari, ma il risultato non cambia: la Roma prende sempre gol, oramai è arrivata ad una media sconcertante di 3 gol subiti a gara. Se poi Cassetti si mette anche a commettere errori del genere a centrocampo quando è ultimo uomo, allora siamo proprio alla frutta.


 Sembra la cronaca di una stagione desolante e invece siamo solo alla seconda giornata. Purtroppo tutto questo pessimismo deriva dal tunnel senza uscita che la Roma ha intrapreso già dalla scorsa stagione. Le ultime ore di mercato forse serviranno a mettere qualche piccola toppa, ma il problema più che di uomini sembra sia di testa. La soluzione a tutti questi problemi è solo una: la ristrutturazione completa di tutta la società Roma, a partire dalla proprietà. Purtroppo la mancanza di seri investitori e l’attaccamento alla poltrona che era del povero padre da parte di Rosella hanno creato questo stallo da cui difficilmente si potrà uscire. Se poi Rosella decide di farsi “proteggere” da Letta, e quindi dall’”Amico” Berlusconi, allora la speranza di un cambio e di un futuro roseo per questi colori sarà molto molto duro.


 Lorenzo Ciavoni

Posted by Hevim on lunedì 31 agosto 2009 at 14.56 Comments (0)

ANNO NUOVO, VECCHIA STORIA


Anno nuovo, vecchi problemi
. Un stagione è passata, una ne è appena ricominciata, ma per la Roma non sembra mai essersi interrotta quella precedente. Lo scorso campionato la squadra di Spalletti è stata tra le peggiori per reti subite e nelle prime partite ufficiali la storia sembra ripetersi. I giallorossi hanno già subito 8 reti in quattro partite ufficiali tra campionato ed Europa league. E’ pur vero che la solita sfortuna non ha permesso mai all’ex tecnico dell’Udinese di schierare la difesa titolare, ma è comunque vero anche che le reti sono arrivate da squadre di basso e medio livello. Anche domenica sera, nella prima di campionato a Marassi contro il Genoa di Gasperini, la difesa giallorosa ne ha combinate di tutti i colori ed è tornata a casa con una sconfitta e tre gol sul groppone. Le attenuanti come dicevo esistono, ad esempio l’assenza di Mexes e Juan e l’esordio del neo acquisto Burdisso, ma di sicuro un compagine di questo livello si deve far trovare più attenta sulle situazioni difensive che si vanno a creare.

 La nota dolente arriva anche dal centrocampo, che se non fa filtro come si deve mette in difficoltà anche tutto il reparto difensivo. Pizarro e De Rossi sono sembrati completamente imballati, soprattutto per il centrale romano che ha sulla coscienza il pareggio del 2-2 per un pallone malamente perso in difesa. Forse le uniche note positive vengono dal fronte offensivo, con Totti che anche in una serata difficile riesce comunque a mettere lo zampino sul risultato, e per Menez che in alcuni tratti della gara è sembrato irresistibile. Taddei a parte la rete dell’1-1 è sembrato ancora un lontano parente del giocatore apprezzato nelle scorse stagioni. Una nota a parte va fatta per l’arbitro. Anche in questo caso la stagione iniziata non sembra tanto diversa da quella passata. Lo scorso anno a Genoa la Roma venne derubata per un clamoroso errore del guardalinee che sbandierò un fuorigioco di Panucci inesistente sul gol del pareggio. Domenica sera il gol vittoria per i rossoblu è stato segnato da Biava, il giocatore che solo 5 minuti prima doveva essere cacciato per un chiarissimo fallo da ultimo uomo che il modesto Morganti ha reputato solo da ammonizione, considerando la “palla troppo alta”. Bah!, misteri della vita e del calcio. Sarebbe il caso che la società si facesse sentire subito, ma possiamo chiedere di parlare ad una società che neanche parla con i proprio giocatori o con lo staff tecnico per chiarire il futuro? Ogni volta che la Presidentessa Sensi rilascia delle dichiarazioni sembra che lo faccia per fare un favore a qualcuno, quando invece nelle situazioni critiche più si fa chiarezza e meno incomprensioni nascono. Purtroppo la società ha preso questa deriva e temo che sarà difficile, fino a quando non ci sarà un cambio al vertice, avere una comunicazione degna di questo nome per la squadra della capitale.

Insomma un brutta partenza che fa venire in mente cattivi presagi. Siamo solo all’inizio ed è ancora troppo presto per disperarsi, ma la luce alla fine del tunnel si allontana sempre un passo in più. Ora non rimane che superare il turno in Europa league contro gli “invincibili” del Kosice, sperando poi di non rimediare un’altra brutta figura contro la Juve domenica prossima. Magari recuperando qualche assenza. Ah dimenticavo….anche questa cosa non è cambiata dalla scorsa stagione: poche partite e i giallorossi già contano 7 infortunati. Solo sfortuna?

 

Lorenzo Ciavoni
Posted by Hevim on martedì 25 agosto 2009 at 14.18 Comments (0)

ROMA: UNA VITTORIA DI RIGORE

Due rigori e tutti a casa. Segnati poi dal capitano. Dal giocatore che viene considerato finito e pronto solo per scaldare la partite. E invece capitan Totti, oltre a realizzare i due rigori della vittoria, si presenta in campo in uno stato di forma finalmente accettabile, impreziosita anche da un pressing a tutto campo per quasi tutta la gara. La classe di Totti riesce a sopperire anche i tanti infortuni subiti e quando scende in campo, anche se non al 100%, la Roma comunque acquista una carta in più, sia sotto l’aspetto tattico che psicologico. Le cattiverie sentite in questi giorni dai tanti, a partire purtroppo anche da qualche tifoso che si professa giallorosso, non fanno altro che rinforzare un giocatore che alla soglia dei 33 anni ha ancora la voglia di un ragazzino.

 Spalletti si presenta contro il Bologna, dopo la sosta per le nazionali, con alcuni giocatori recuperati, ma ancora con molte assenze, a partire da Vucinic ancora con problemi con la schiena. In campo schiera una difesa senza Juan ma con il recuperato Tonetto. Proprio l’ex blucerchiato si procura il rigore che al 13’ del primo tempo permette a Totti di battere per la prima volta Antonioli. La Roma, dopo il vantaggio, però si spegne ed esce la buona vena del Bologna, soprattutto con Bombardini che mette spesso in difficoltà Motta sulla fascia destra. A forza di spingere il pareggio arriva grazie a Marazzina (altro ex della Roma) che segna di testa su angolo di Volpi. Il primo tempo si spegne  subito senza troppi sussulti, ma con la consapevolezza che la Spalletti dovrà muovere qualche pedina per cercare la vittoria. La ripresa si apre con la sostituzione di Menez (motivi fisici e non tattici) con Baptista e sarà la carta vincente. Infatti il brasiliano, reduce dal gol con la nazionale, entra subito in gara e si conquista il secondo rigore della giornata. Anche stavolta Totti realizza con freddezza e riporta la Roma in vantaggio. Il Bologna però non si dà per vinto e fino alla fine cerca la vittoria, ma Mexes e De rossi chiudono tutti gli spazi permettendo ai giallorossi di tornare alla vittoria dopo 3 pareggi ed una sconfitta.

Insomma una vittoria che permette alla Roma di continuare a sperare in un posto in Champions, anche se Fiorentina e Genoa non perdono un colpo. Ora arriva la settimana del derby: una settimana di passione per una città che purtroppo, sotto l’aspetto calcistico, non può chiedere molto a questa stagione. Così il derby si presenta come una gara che può salvare un anno intero, soprattutto per la Lazio, ma anche per i giallorossi che senza il quarto posto posso considerare la stagione come fallimentare. All’andata decise un gol di Baptista, chissà che al ritorno non sia il turno del capitano giallorosso, così da zittire una volta per tutte le cattiverie sentite di questi tempi….

 

Lorenzo Ciavoni
Posted by Hevim on lunedì 6 aprile 2009 at 11.40 Comments (3)

UN PAREGGIO CHE VALE UNA VITTORIA

Mi tocca sempre parlare degli arbitri. Ma perché?
Vi vorrei parlare di gesti atletici, magari di bei gol, di grandi azioni e di grandi campioni. E invece, ogni settimana, mi tocca parlare dell’”uomo vestito di nero”.  Passerò pure per monotono, ma anche quello messo in campo da Rosetti al Marassi ha dell’incredibile. Il fischietto di Torino è considerato uno dei migliori arbitri italiani. Per quello visto in campo è forse uno dei peggiori del mondo. Una serie di errori, anche clamorosi, che hanno del ridicolo. Prima fischia falli e ammonisce giocatori con il classico metodo della compensazione. Poi fischia un giusto rigore alla Roma ma sbaglia ad ammonire il difensore blucerchiato permettendo così a Padalino di finire la gara. Verso la fine della partita si inventa anche pure due calci d’angolo che per fortuna la correttezza dei giocatori gli permette di correggere. Insomma un disastro.

  La gara tra Roma e Sampdoria a parte l’arbitraggio di Rosetti è stata una bella gara, con due giocatori sugli scudi: Pazzini e Baptista. Il giovane attaccante italiano si è confermato a grandi livelli grazie anche all’affiatamento con Cassano. Invece il brasiliano giallorosso, grazie alla doppietta, si è riscattato per l’orribile gara di Champions di mercoledì scorso. Spalletti è costretto a mandare in campo una formazione in piena emergenza con ben nove titolari assenti tra infortuni e squalifiche. Però l’ex allenatore dell’Udinese sembra esaltarsi nelle difficoltà. La squadra mandata in campo è riuscita a passare in vantaggio, ha subito la rimonta, ma è riuscita anche a pareggiare in inferiorità numerica. Insomma una Roma gagliarda che senza la stupida espulsione di Motta per doppia ammonizione (nona espulsione in campionato per la i giallorossi…) avrebbe potuto addirittura portare a casa in tre punti. La brutta notizia arriva proprio però dalle sanzioni disciplinari: nel prossimo incontro contro la Juve non saranno disponibili sia Motta che Diamutene in difesa, sia Pizarro che De Rossi a centrocampo. Sperando che al vice-capitano venga ridotta la squalifica, comunque  Spalletti sarà costretto a mandare in campo un undici titolare con giocatori fuori ruolo e magari qualche primavera.


 Comunque il pareggio, raggiunto in queste condizione, è importantissimo per la rincorsa al quarto posto. Nelle prossime nove partite che rimangono prima della fine, la Roma dovrà concentrarsi solo su questo obiettivo. Troppo importante l’accesso alla prossima Champions per le finanze della società che fa dell’autofinanziamento il suo credo economico. Ora bisognerà tenere duro ancora per poco tempo, sperando il prima possibile di recuperare tutti gli acciaccati permettendo così a Spalletti di mandare in campo undici giocatori veri. Io invece spero di poter tornare a parlare di calcio e non dell’arbitro. Speranza vana?....

 

Lorenzo Ciavoni
Posted by Hevim on lunedì 16 marzo 2009 at 11.05 Comments (0)

LO SCANDALO CONTINUA

“Ma ci fai o ci sei?”
.
Questa è la domanda che molti tifosi giallorossi avrebbero voluto fare ai tanti arbitri mediocri che si sono avvicendati nelle direzioni delle ultime gare della squadra della Capitale. Dopo una settimana di polemiche, instaurate da un fenomeno della comunicazione (meno della panchina) che è l’attuale allenatore dell’Inter, all’Olimpico si presenta un certo Tagliavento, che per non smentire i suoi predecessori e soprattutto il suo “generale” Collina, dirige una gara mettendo in fila una serie di errori che neanche l’ultimo dei Byron Moreno ne sarebbe capace. Il buon (!) Tagliavento prima non vede un colossale fallo di mano di Mexes in area, che voleva dire rigore e secondo giallo per il francese, e poi nella ripresa fischia a senso unico per i friulani, indispettendo tutti i giocatori giallorossi, a partire da De Rossi che si farà poi espellere.

  Insomma avrete capito che dell’aspetto tecnico della partita tra Roma ed Udinese giocata sabato c’è poco da parlare. Anche perché la partita è stata bruttina e le due squadre hanno pensato più a non farsi male che a cercare la vittoria. Alla squadra di Spalletti (in tribuna per squalifica) però non è riuscito neanche questo intento: infatti ha perso durante la gara Pizarro per un problema muscolare, ed è notizia di ieri che anche Cicinho rischia di aver terminato la stagione per l’ennesimo infortunio al ginocchio. Si arriva così alla gara contro l’Arsenal di mercoledì, determinante per tutta la stagione, con una squadra dimezzata dagli infortuni. Se ci aggiungiamo anche la squalifica di De Rossi e l’impossibilità di schierare in Europa Panucci, possiamo tranquillamente capire come Spalletti dovrà fare i salti mortali per mandare in campo undici giocatori all’altezza. Si tenterà di recuperare fino all’ultimo il cileno, anche perché Aquilani non sembra ancora pronto per disputare una partita dall’inizio. Il capitano dovrà stringere i denti e sperare, insieme all’acciaccato Vucinic, di scardinare la difesa inglese per conquistare l’accesso ai quarti che vorrebbe dire anche un aiuto sotto l’aspetto economico per una società che fa dell’autofinanziamento la sua ragione di vita.


 Proprio con un pensiero per la società vorrei concludere il pezzo. Il silenzio di Rosella Sensi dopo la scandalosa direzione di gara di Rizzoli a Milano e dopo le polemiche innescate da Mourinho è stato assordante e imbarazzante. La squadra, l’allenatore e soprattutto un’intera tifoseria meritano una Presidentessa che si faccia sentire in ogni sede e in ogni luogo per far rispettare un gruppo che negli ultimi anni ha conquistato trofei e ha vinto partite solo con il sudore e con la grinta. Il ruolo che ha avuto la Juve di Moggi negli anni passati ora lo sta avendo un’altra squadra, sempre con la maglia a strisce, però un po’ più colorate. Francamente di questo calcio ne siamo abbastanza stufi. Sono certo però che prima o poi qualcosa cambierà e magari anche qualcuno cambierà lavoro. Vero Collina?...

 

Lorenzo Ciavoni
Posted by Hevim on lunedì 9 marzo 2009 at 11.59 Comments (4)

POTEVA ANDARE PEGGIO...


Poteva andare peggio. Però poteva andare anche meglio
. E’ il classico caso, insomma, del bicchiere o mezzo pieno o mezzo vuoto. Se prendiamo in esame solo il primo tempo, allora il risultato finale è quasi un lusso. Se consideriamo invece le potenzialità della squadra e soprattutto il numero di infortunati degli avversari, allora il discorso volge quasi al rimpianto. Difficilmente, nella sua storia, la Roma avrà la possibilità di affrontare, negli ottavi di Champions, una squadra con così tante assenze e addirittura partire come favorita. Alla luce però dello svolgimento di questa gara di andata, possiamo tranquillamente dire che i ragazzi di Spalletti ancora non sono pronti per i grandi palcoscenici internazionali.

  Finalmente, dopo mesi di attesa, si è giocato ieri sera l’andata degli ottavi di finale di Champions in casa dell’Arsenal. E doveva essere la partita della svolta della Roma, sia per l’importanza che aveva sotto l’aspetto sportivo, ma anche sotto quello comportamentale. Da troppo tempo i giallorossi sono sul punto di effettuare il grande salto per traguardi più prestigiosi, ma poi si bloccano sul più bello. Anche ieri sera stesso copione: la squadra è entrata in campo con la paura e con una formazione che pensava più al contenimento che all’offesa. Inspiegabile la scelta di lasciare in panchina Pizarro, l’unico giocatore in grado di tenere palla a centrocampo e l’unico centrocampista capace anche di inventare gioco. Obbligata invece la scelta di schierare Loria al centro della difesa e Motta sul lato destro per le contemporanee assenze di Juan e Cicinho (oltre all’esclusione oramai definitiva di Panucci…). Così la Roma in pratica decide di non giocare il primo tempo. Lascia l’iniziativa agli inglesi che passano in vantaggio grazie ad un rigore (forse generoso) realizzato dall’ottimo VanPérsie. Nella ripresa ci si attendeva una reazione giallorossa, che in fin dei conti c’è stata, ma sempre legata a fiammate più che ad un gioco costruito. L’ingresso del “Pek” in campo aiuta sicuramente, ma sono i ragazzi di Wenger a rischiare più di una volta di segnare il raddoppio. Solo la fortuna ed un ottimo Doni permettono alla Roma di tornare nella capitale con un risultato che lascia ancora aperto il discorso qualificazione.

Di note positive ce ne sono comunque state: il giovane Motta è stato il migliore in campo, dimostrando anche una personalità invidiabile. Lo stesso Pizarro, una volta entrato, ha dimostrato il suo valore, regalando alla Roma geometrie e un possesso di palla finalmente decente. Ci fermiamo qui però con i sufficienti. La lista dei bocciati è invece più lunga, a partire da Baptista che è sembrato un piuma in mezzo a dei macigni. Irritante il brasiliano che non è mai riuscito ad esprimere il suo gioco e non ha mai contribuito a far salire la squadra. Anche Totti non si è dimostrato all’altezza, ma forse il capitano era ancora influenzato dal piccolo infortunio muscolare subito nell’allenamento di rifinitura. Una nota a parte per Loria: il ragazzo non può giocare nella Roma. Mi dispiace, ma la sentenza credo sia definitiva. Ieri sera non è mai sembrato all’altezza e nel secondo tempo ha sfiorato il ridicolo con un liscio che per poco e per fortuna non ha permesso il raddoppio inglese. Meglio pensare subito ad un sostituto per il prossimo anno, sperando che per il proseguo della stagione la salute accompagni sia Mexes che Juan.

 

Lorenzo Ciavoni
Posted by Hevim on mercoledì 25 febbraio 2009 at 12.47 Comments (1)

LA ROMA PAREGGIA NEL FANGO

Ad un certo punto sembrava una tonnara
. Il vertice alto a sinistra di un’area di rigore sembrava una piscina dell’acquapark. Piena di fango però. Penso che erano anni che a Reggio Calabria non pioveva per così tanto e per così tanti giorni di seguito.  Insomma c’era un campo ai limiti della praticabilità. Rosetti però ha deciso che si poteva continuare a giocare, e quindi sia Roma che Reggina si sono dovute arrangiare. Alla fine ci ha rimesso soprattutto lo spettacolo e forse un po’ di più la squadra giallorossa, che fa del gioco a terra in velocità uno dei suoi punti di forza. Se poi, dopo un’ora di gioco su quell’acquitrino, continui a fare tocchi di fino e colpi di tacco vuol dire che non hai ben in testa dove e come stai giocando.

 Spalletti si presenta in Calabria senza attaccanti di ruolo e con il solo Menez affiancato dal giovane Okaka. In neanche tre giorni i giallorossi perdono sia Totti che Vucinic. Con Baptista e Montella ancora acciaccati il peso dell’attacco è tutto sul giovane attaccante di origini nigeriane che domani andrà a giocare in prestito alla Triestina. A dir la verità Okaka risulterà uno dei migliori a fine gara, anche se ha la colpa di divorarsi un gol già fatto alla metà del primo tempo. La Roma spinge ma non convince e allora ne approfitta Corradi che si conquista un rigore e lo realizza a pochi minuti dalla fine della prima frazione. I ragazzi di Spalletti hanno subito una reazione d’orgoglio e conquistano il pareggio prima di rientrare negli spogliatoi grazie ad uno splendido tiro di Pizarro (il migliore in campo..). Così si apre la ripresa con la Roma più convinta e alla ricerca di quel gol che voleva dire quinta vittoria consecutiva e aggancio al quarto posto. Il vantaggio giallorosso arriva grazie ad un altro rigore, questa volta per fallo di Cirillo su Okaka, tirato sempre da Pizarro. Il cileno però si farà ribattere il primo tiro da Campagnolo, ma sarà poi svelto a ribattere in rete la corta respinta del portiere amaranto. A questo punto la gara sembra in ghiaccio, ma pian piano la Roma sembra arretrare, quasi come se si volesse accontentare. Il cambio di Spalletti tra Taddei e Loria è sfortunato e azzardato. Proprio da una goffa e corta respinta in area di rigore dell’ex difensore del Siena permette a Cozza di battere Doni per la seconda volta e portare le squadre sul pareggio.

Alla fine quindi sarà un 2 a 2 che non serve a nessuno. Non serve alla Roma che si allontana 3 punti dal Genoa che vuol dire Champions e non serve ai calabresi che rimangono il fanalino di coda della serie A. Ora, per fortuna, arriva una settimana intera di riposo che servirà allo staff medico di recuperare gli acciaccati. Domenica arriva proprio il Genoa dei miracoli. Una vittoria non vorrebbe solo dire aggancio al quarto posto. Una vittoria potrebbe significare immaginare obiettivi che fino a qualche tempo fa sembrano una chimera. Magari stavolta giochiamo a calcio e non a pallanuoto…

Lorenzo Ciavoni
Posted by Hevim on martedì 3 febbraio 2009 at 15.38 Comments (262)

ROMA: UNA SCONFITTA NON TROPPO DOLOROSA

 

In fin dei conti è andata meglio di quanto prevedessi. Certo si poteva portare a casa un punto, ma sicuramente c’era anche il rischio di tornare nella capitale con altri 4 goal sul groppone. Se ci aggiungiamo anche la vittoria del Bordeaux che in qualche modo riequilibra il girone, allora possiamo quasi vedere il bicchiere mezzo pieno. Sembra assurdo parlare in maniera quasi positiva di una sconfitta, ma vista la Roma degli ultimi tempi uscire sconfitti per 1 a 0 dal campo del Chelsea è quasi un miracolo. Considerando anche che la rete di Terry è arrivata su calcio da fermo e non su azione, possiamo anche dire che il risultato più giusto per la gara di ieri sera era il pareggio.

  Una sconfitta quindi che non fa troppo male quella di ieri sera allo Stamford Bridge di Londra in casa della squadra di Scolari, tra le più in forma in questo momento a livello europeo. Anzi si sono finalmente visti alcuni miglioramenti, almeno sotto l’aspetto della concentrazione e dello stare in campo. Certo siamo ancora lontani dalla Roma vista solo qualche mese fa, ma rispetto alle ultime uscite si vede forse la luce alla fine del lungo tunnel. Soprattutto positiva la prova di Totti, che anche se ancora con poca tenuta fisica, ha dato dimostrazione, ancora una volta, della sua immensa classe e della sua innata capacità di creare pericoli agli avversari anche giocando in pratica da solo. Altra nota positiva è stato l’atteggiamento della difesa, con un Mexes monumentale e un Panucci sempre concentrato. Da rivedere invece le prove del centrocampo, con Aquilani ancora troppo svagato (e di nuovo infortunato…) e un Brighi che è sicuramente utile in fase di copertura ed interdizione, ma non ha la capacità di Pizarro di rilanciare il gioco giallorosso. Non pervenuti sia Taddei che Vucinic, ma oramai sono mesi che i due non forniscono più prestazioni a livelli consoni. Dall’altra parte il Chelsea non è sembrata quella squadra schiacciasassi dominatrice della Premier, ma forse il merito è soprattutto della Roma che è riuscita ad imbrigliare il gioco dei Blues con una difesa e una concentrazione mai vista dall’inizio di questa stagione tribolata.


 Comunque la qualificazione, anche dopo questa sconfitta, non è compromessa, anche grazie ai francesi che hanno fermato i rumeni del girone. Proprio in Romania la squadra di Spalletti si giocherà il passaggio del turno. Prima però, fra quindici giorni, c’è di nuovo il Chelsea, questa volta all’Olimpico, con la speranza di riuscire questa volta a portare a casa dei punti preziosi per cammino europeo. Insomma, visti i tempi, bisogna accontentarsi. Se quella luce alla fine del tunnel si farà sempre più vicina, allora può darsi che questa stagione non sia tutta da buttare.


 Lorenzo Ciavoni

Posted by Hevim on giovedì 23 ottobre 2008 at 10.44 Comments (6)

Page:  1 2  3  4  5  6  7  8  Next >>


Powered by Web Wiz Journal version 1.0
Copyright ©2001-2002 Web Wiz Guide